mercoledì 20 maggio 2026

Rassegna stampa Taras Teatro Festival
















La registrazione della conferenza di Massimo Cimaglia

L’incontro si è aperto con i saluti e i ringraziamenti alle istituzioni e alle associazioni che sostengono le attività culturali legate al Dopolavoro Filellenico da parte del presidente, Giancarlo Antonucci che ha ricordato il lavoro svolto negli ultimi mesi e la ripresa delle iniziative dell'associazione culturale.

Daniela Rotondo ha introdotto il tema della serata: il Taras Teatro Festival. Ha ripercorso la storia dei festival di teatro antico in Italia e in Grecia e ha raccontato alcune esperienze di scambio culturale con scuole greche. Ha sottolineato come il festival di Taranto si inserisca in questa tradizione e come Massimo Cimaglia abbia preparato il terreno con i suoi spettacoli negli anni.

Massimo ha poi raccontato il suo percorso artistico, le difficoltà incontrate, la testardaggine necessaria per portare avanti progetti culturali e l’amore per Taranto. Ha ricordato episodi personali che hanno ispirato i suoi lavori, come “Lo sbarco di Falanto”, e ha sottolineato il valore del teatro come luogo di crescita e pensiero.

Ha poi raccontato anche le sue esperienze professionali a Siracusa ed Epidauro, l’emozione del pubblico greco e l’importanza della formazione dei giovani attori. Ha anticipato uno dei titoli del prossimo festival: uno spettacolo su Agamennone realizzato dal gruppo “La Creta” di Roma.

Infine ha letto una poesia dedicata a Taranto, inserita in uno dei suoi spettacoli.



mercoledì 6 maggio 2026

Massimo Cimaglia e il suo Taras Teatro Festival

 Incontro conversazione, martedì 19 maggio 2026 alle 17,00 con Massimo Cimaglia che ai soci, agli amici e agli ospiti del Dopolavoro Filellenico parlerà della sua creazione artistica più recente e più preziosa per la comunità tarantina, il Taras Teatro Festival che dal prossimo 12 settembre al 16 ottobre celebrerà la sua quarta edizione fra Teatro Fusco, Auditorium Tatà e chiostro del Mudi. 

Nella sede della Banca di Taranto (g.c.) dialogando con Daniela Rotondo, l'attore tarantino, creatore e direttore artistico del festival, parlerà dei primi passi mossi dall'istituzione avvenuta qualche anno fa, e dei futuri progetti artistici, a cominciare dal programma di quest'anno del quale si spera che possa rivelare qualche anticipazione su attori e spettacoli.
Il viaggio artistico di Massimo Cimaglia rientra nelle attività programmate per il 2026 dal Dopolavoro Filellenico, associazione culturale tarantina presieduta da Giancarlo Antonucci, che si avvale del patrocinio del Consolato Onorario di Grecia per Brindisi, Lecce e Taranto, sotto la cui giurisdizione ricade il capoluogo jonico, con il sostegno - come tutte le attività del Dopolavoro Filellenico da quest'anno - della Fondazione Taranto 25, con la quale è stato recentemente siglato un importante protocollo d'intesa.


Intento strategico e programmatico degli organizzatori con questa iniziativa è mantenere vivo l'interesse della città per il giovane festival, affinché diventi presto un appuntamento tradizionale e irrinunciabile della comunità tarantina con la cultura e lo spettacolo classico. La nascita, la visione, le difficoltà, l’impatto sul territorio. Un “dietro le quinte” dell'eredità del mito classico che interesserà sia appassionati sia operatori culturali. Ma anche promuovere la diffusione del teatro come strumento di identità mediterranea: Taranto e la Magna Grecia, il ponte culturale con l’Ellade, un tema forte e coerente con entrambi i soggetti. Un attore tarantino che ha finalmente avuto la forza e il coraggio di dar vita ad un festival locale può diventare ambasciatore della memoria storica della città.
L'incontro si propone, infine, di creare sinergie tra realtà culturali, Dopolavoro Filellenico, artisti locali, scuole, istituzioni che sono state invitate. Cimaglia può incarnare questa funzione, soprattutto se la conferenza sarà costruita in modo narrativo.
Ingresso libero.


LA CANZONE DEL GRUPPO - ΚΑΠΟΥ ΘΑ ΣΥΝΑΝΤΗΘΟΥΜΕ

Abbiamo scelto questa canzone perché in qualche modo ci rappresenta, anche se è una condizione piuttosto comune a molti nella nostra epoca. Anche noi quando dobbiamo riunirci, per un motivo o per l'altro, per impegni di uno o dell'altro, troviamo difficile se non impossibile incontrarci. Inoltre è cantata da un gruppo di bravi artisti affiatati che speriamo possano portare fortuna alla nostra associazione. Cliccando qui possiamo trovare il testo e la traduzione in italiano