mercoledì 5 ottobre 2016

L'Ambasciatore a teatro sabato


Sarà presente una delegazione dell’Ambasciata di Grecia in Italia, guidata dall’Ambasciatore Temistoklis Demiris, alla prima rappresentazione nazionale a Roma di Nata a Costantinopoli, opera teatrale scritta da Giancarlo Antonucci e Daniela Rotondo dell’associazione culturale tarantina Dopolavoro Filellenico e messa in scena dal regista Alfredo Traversa sulla vita di Eleni Xenopùlu.

Già alla prima rappresentazione assoluta, al teatro Tarentum nel capoluogo ionico lo scorso 15 aprile l’Ambasciata di Grecia aveva concesso l’Alto Patrocinio alla trasposizione teatrale.

La storia vera su cui si basa lo spettacolo è stata raccolta nel corso di una lunga elaborazione con la stessa protagonista Eleni. Nata nella comunità greca di Istanbul che i Greci chiamano ancora Costantinopoli, Elèni fu costretta all’età di circa vent’anni ad abbandonare la sua patria a causa delle persecuzioni messe in atto dai Turchi contro la minoranza ellenica.

Di quella che per tanto tempo era stata la sua vita, all’improvviso non rimaneva che l’amaro sapore del ricordo e della nostalgia per un ritorno sognato ma irrealizzabile.

Fuggita dalla Turchia, la protagonista cercò rifugio e lavoro in Germania, dove incontrò anche l’amore. Dopo alcuni anni di permanenza sposò infatti Pietro, un tecnico specializzato italiano che lavorava in un’industria tedesca. Dopo una ventina d’anni Pietro, che è di Oria, nel brindisino, Elèni ed i loro due figli sono venuti a vivere in Puglia dove lei trascorre la terza fase della sua vita.

La giovane attrice Valentina Rota interpreta sul palco Elena all’epoca della sua fuga forzata per l’estero. Le condizioni non permettevano più, infatti, ai Greci della comunità di restare in quel Paese con i turchi che erano sempre più violenti nei loro confronti.

Il lavoro sarà rappresentato dalla Compagnia della Fede sabato 8 ottobre alle ore 21,00 e domenica 9 alle ore 17,00 al teatro San Genesio di Roma.



Costantinopoli fu capitale dell'Impero romano fino alla sua caduta il 29 maggio 1453. In Oriente si ebbe sempre la percezione di una continuità fra Impero Romano e Bizantino, tanto che i greci bizantini si definivano “romei” invece che elleni, e la grecità era detta “romiosìni”. Gli stessi turchi chiamano “rum” la minoranza greca della Polis.

Nel 1921 i greci che abitavano in Turchia erano circa 2 milioni e mezzo; nel 1923 con lo scambio forzato di popolazione più di 2 milioni di essi furono costretti a trasferirsi in Grecia. I circa 500 mila greci che nel 1921 vivevano a Istanbul si ridussero a 200mila e nel 1942 con la forte tassa sui capitali che colpì greci e armeni calarono a 100mila.

Nel 1955 circolò la notizia che una bomba fosse esplosa a Salonicco presso la casa natale di Mustafà Kemal Atatürk, considerato il padre della Turchia moderna, e che fossero responsabili i greci. L'allora presidente dittatore Adnan Menderès ordinò di dare una lezione ai rum di Istanbul. I turchi presero la mano e la lezione diventò un vero pogrom, una notte dei cristalli, con violenze, spoliazioni e uccisioni che costrinsero all'emigrazione un'altra consistente parte dei pochi greci rimasti.

Ancora nel 1964 la recrudescenza della crisi di Cipro colpisce di nuovo la comunità greca costantinopolita.

La nostra Eleni decise di partire per la Germania a seguito di quest'ultimo repulisti. Oggi non sono più di 10mila i greci che continuano a vivere in Turchia. A Istanbul ne sono rimasti tra i 2mila e i 5mila.

La colonna sonora originale – un'opera in otto movimenti - è stata scritta per questo lavoro dal celebre musicista compositore Sakis Tsilikis, mentre la canzone Elena della Polis, creata per questa occasione con i versi di Spiros A. Metaxas musicata dallo stesso Tsilikis è cantata dalla splendida voce di Vasia Zilu, interprete di grande talento capace di emozionare e commuovere. I tre artisti hanno regalato lo splendido prodotto del loro lavoro a questo progetto, mettendosi a completa disposizione generosamente e gratuitamente e abbracciando con passione la storia di Elena che rappresentata in anteprima ad aprile a Taranto, ha fatto commuovere ed emozionare. Sulla scena anche Giuseppe e Alessandro Calamunci, Clara Magazzino, scene di Ciro Lupo. Il biglietto d’ingresso costa 7,00 euro.

Il teatro di San Genesio si trova in via Podgora 1 nei pressi del Teatro Rai di viale Mazzini.






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Abbiamo scelto questa canzone perché in qualche modo ci rappresenta, anche se è una condizione piuttosto comune a molti nella nostra epoca. Anche noi quando dobbiamo riunirci, per un motivo o per l'altro, per impegni di uno o dell'altro, troviamo difficile se non impossibile incontrarci. Inoltre è cantata da un gruppo di bravi artisti affiatati che speriamo possano portare fortuna alla nostra associazione. Cliccando qui possiamo trovare il testo e la traduzione in italiano