mercoledì 30 marzo 2016

Nata a Costantinopoli in teatro

La storia di Elena Xenopulu in una drammatizzazione teatrale con l'attrice Valentina Rota che in scena ripercorre le vicende della giovinezza della protagonista. Il dramma in forma di monologo è diretto dal regista Alfredo Traversa su testo raccolto da Daniela Rotondo insieme con la stessa Elena per un'idea di Giancarlo Antonucci.
Appartenente alla comunità ellenica della grande città turca, Elena come tanti altri greci prima e dopo di lei fu costretta, a metà degli anni '60 del secolo scorso, quando aveva poco più di vent'anni, ad abbandonare la sua terra e la famiglia ed emigrare in Germania alla ricerca di un lavoro e di un'indipendenza invece che dover finire per sposare un turco ed abbracciare l'islamismo.
La famiglia partì per la Grecia e lei in pochi giorni decise di cambiare vita, un'esistenza che fino ad allora era stata agiata e benestante, abbandonando tutto e conservando solo i ricordi dei giorni della giovinezza.
Grazie alla disponibilità generosa e liberale degli amici greci, il lavoro, che si avvale del patrocinio dell'Ambasciata di Grecia a Roma, la colonna sonora è stata scritta dal musicista compositore Sakis Tsilikis e la canzone Elena della Polis, con i versi di Spiros A. METAXAS musicata dallo stesso Tsilikis è cantata dalla splendida voce di Vasia Zilu.
La rappresentazione andrà in scena venerdì 15 aprile alle ore 21,15 all'Auditorium Tarentum. Sulla scena, accanto a Valentina Rota, anche Giuseppe Calamunci, Carmelo Lorizio, Clara Magazzino, scene di Ciro Lupo.

Costo del biglietto 8,00 €
Info: 3883059654

3394200112



I Greci continuano ancora oggi a chiamare nostalgicamente Costantinopoli o “la Città”, per antonomasia, l'antica colonia affacciata sul Bosforo di Bisanzio, l'odierna turca Istanbul.
Costantinopoli, la Polis, fu capitale dell'Impero romano fino alla sua caduta il 29 maggio 1453. In Oriente si ebbe sempre la percezione di una continuità fra Impero Romano e Bizantino, tanto che i greci bizantini si definivano “romei” invece che elleni, e la grecità era detta “romiosìni”. Gli stessi turchi chiamano “rum” la minoranza greca della Polis.
Nel 1921 i greci che abitavano in Turchia erano circa 2 milioni e mezzo; nel 1923 con lo scambio forzato di popolazione più di 2 milioni di essi furono costretti a trasferirsi in Gr
...ecia. I circa 500 mila greci che nel 1921 vivevano a Istanbul si ridussero a 200mila e nel 1942 con la forte tassa sui capitali che colpì greci e armeni calarono a 100mila.
Nel 1955 circolò la notizia che una bomba fosse esplosa a Salonicco presso la casa natale di Mustafà Kemal Atatürk, considerato il padre della Turchia moderna, e che fossero responsabili i greci. L'allora presidente dittatore Adnan Menderès ordinò di dare una lezione ai rum di Istanbul. I turchi presero la mano e la lezione diventò un vero pogrom, una notte dei cristalli, con violenze, spoliazioni e uccisioni che costrinsero all'emigrazione un'altra consistente parte dei pochi greci rimasti.
Ancora nel 1964 la recrudescenza della crisi di Cipro colpisce di nuovo la comunità greca costantinopolita.
La nostra Eléni decise di partire per la Germania a seguito di quest'ultimo repulisti. Oggi non sono più di 10mila i greci che continuano a vivere in Turchia. A Istanbul ne sono rimasti tra i 2mila e i 5mila.  Polìtis è il Greco della Polis, Polìtissa al femminile.  In Germania incontrò Pietro, ma quella è un'altra storia...

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LA CANZONE DEL GRUPPO - ΚΑΠΟΥ ΘΑ ΣΥΝΑΝΤΗΘΟΥΜΕ

Abbiamo scelto questa canzone perché in qualche modo ci rappresenta, anche se è una condizione piuttosto comune a molti nella nostra epoca. Anche noi quando dobbiamo riunirci, per un motivo o per l'altro, per impegni di uno o dell'altro, troviamo difficile se non impossibile incontrarci. Inoltre è cantata da un gruppo di bravi artisti affiatati che speriamo possano portare fortuna alla nostra associazione. Cliccando qui possiamo trovare il testo e la traduzione in italiano