domenica 6 maggio 2012

Per un rinnovamento comune

Nei giorni scorsi il Dopolavoro Filellenico è entrato nel suo quarto anno di vita, ricorrendo il 3 maggio l'anniversario della sua costituzione, e prossimamente i soci sceglieranno, attraverso il voto, la nuova dirigenza per il prossimo anno sociale.
Ma pur nella sua breve storia, l'associazione già nel 2011 ha vissuto un importante e radicale rinnovamento, con l'inserimento di nuove forze vivaci e creative nel Consiglio Direttivo e l'iscrizione di nuovi soci, con un progressivo snellimento delle procedure operative e una conseguente intensificazione delle attività culturali, i cui riflessi sono stati particolarmente apprezzati in Grecia, stando alle testimonianze e attestazioni di stima e di fiducia che costantemente pervengono alla presidenza da parte di tanti amici che ne condividono l'indirizzo.
Il Dopolavoro Filellenico è nato, tre anni fa, come associazione di un gruppo di amici che si proponeva fondamentalmente l'obiettivo di far conoscere le bellezze della civiltà, della cultura, della lingua greca agli italiani, nel tentativo e col desiderio di condividere, prima fra le conoscenze più vicine e successivamente a più ampio raggio, un amore ed una passione per un popolo geograficamente vicino al nostro Paese ma non sempre abbastanza conosciuto e adeguatamente apprezzato.
Più recentemente siamo stati, nostro malgrado, costretti - sempre più spesso - ad interessarci, invece, di una condizione forse inimmaginabile e imprevedibile fino a qualche anno fa, di un immiserimento e di una indigenza prima drammaticamente economici e via via sempre più virati verso una china tragicamente etica e morale di asservimento, per colpa di chi - per incapacità o dolo, o per entrambi - ha messo in ginocchio, e anzi ha ridotto allo stremo, una popolazione forte, indomita e orgogliosa.
Prima delle funeste vicende che hanno interessato la cronaca economico sociale che ci perviene ormai quasi quotidianamente negli ultimi mesi dalla martoriata Terra Ellenica, ben poche e sempre fugaci erano infatti le notizie che trapelavano in Italia dalla Grecia. Ed anche oggi che delle sventure elleniche parla e scrive ogni giorno la stampa internazionale, limitate continuano ad essere le occasioni per avvicinare davvero il mondo greco al di là di freddi calcoli economico finanziari che vanno tragicamente a concludersi con la conta dei suicidi di chi non ce la fa più e, al meno peggio, della chiusura delle imprese e alla perdita di lavoro, ancor più che da noi, di quelle che dovrebbero e dovevano essere le forze giovani ed attive di un moderno Paese europeo.
Prima della diffusione massiccia degli strumenti di comunicazione multimediale sembrava infatti essere lontani anni luce dal mondo al di là dell'Adriatico e, per lo meno, nella provincia distante dai grandi centri del cosmopolitismo internazionale e nazionale, si faceva davvero fatica a mantenere i contatti con quella Terra. Poi, un po' alla volta, sono arrivati i primi prodotti alimentari nei grandi ipermercati, ed è stata una grande conquista, con i satelliti è stato possibile vedere alcuni canali della televisione di Stato con aggiornamenti via via sempre più frequenti della quotidianità, internet e i social network hanno poi definitivamente modificato i rapporti, consentendo di dialogare ed essere tempestivamente informati, e rivoluzionando i termini della conoscenza reciproca. 
E una delle iniziative più riuscite e più apprezzate per i risvolti culturali della storia recente della nostra associazione è stata infatti la videoconferenza organizzata nel marzo di quest'anno, durante la quale la rete ci ha dato la possibilità - con una strumentazione relativamente modesta - di poter dialogare dalla nostra sede con due persone, due intellettuali, due amici, che se ne stavano comodamente seduti davanti ad uno schermo e ad una webcam nelle loro rispettive abitazioni, i giornalisti Angelo Saracini e Spiridione Metaxàs, con i quali a dispetto della distanza fisica e grazie alle loro doti espositive, si è stabilito un emozionante clima di intensità emotiva e di coinvolgimento spirituale.
Per il futuro tante ancora sono le iniziative programmate, a cominciare dalle prossime settimane, pronte ad essere realizzate dalla futura dirigenza, con entusiasmo e concretezza, nonostante le tante difficoltà di carattere economico e organizzativo che tuttora permangono e che talvolta rischiano di rallentare la progressione degli impegni ma non la volontà e la determinazione, con l'auspicio che anche i fratelli e le sorelle greche riescano a trovare finalmente la forza, come tante volte hanno già fatto in passato, di superare l'ennesima crisi, scegliere - con coraggio e un necessario scatto di orgoglio - una classe dirigente capace, meritevole e onesta, e avviare da subito un nuovo domani di libertà e di indipendenza economica, culturale, sociale.

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LA CANZONE DEL GRUPPO - ΚΑΠΟΥ ΘΑ ΣΥΝΑΝΤΗΘΟΥΜΕ

Abbiamo scelto questa canzone perché in qualche modo ci rappresenta, anche se è una condizione piuttosto comune a molti nella nostra epoca. Anche noi quando dobbiamo riunirci, per un motivo o per l'altro, per impegni di uno o dell'altro, troviamo difficile se non impossibile incontrarci. Inoltre è cantata da un gruppo di bravi artisti affiatati che speriamo possano portare fortuna alla nostra associazione. Cliccando qui possiamo trovare il testo e la traduzione in italiano